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Nel giorno dell’anniversario della strage del DC9 Itavia, il presidente della Repubblica richiama il valore istituzionale della memoria e della ricerca della verità. Al centro restano le 81 vittime, i familiari e il dovere dello Stato di ricostruire i fatti. Nessuna nuova misura viene annunciata: il messaggio è soprattutto un richiamo alle istituzioni italiane.
Di Giacomo Rossi
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Il fatto A 46 anni dalla strage di Ustica, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito l’evento un «segno incancellabile nella storia della Repubblica». Nel messaggio diffuso per l’anniversario, il Capo dello Stato ha richiamato anche il dovere di «ricomporre quanto avvenne», indicando la ricerca della verità come un passaggio ancora centrale per il Paese.
La strage riguarda la caduta del DC9 Itavia, avvenuta il 27 giugno 1980, con 81 vittime. Ogni anno la ricorrenza riporta al centro il lavoro della memoria istituzionale e il confronto ancora aperto sulla ricostruzione dei fatti.
Chi e` coinvolto in Italia Sono coinvolte innanzitutto le istituzioni della Repubblica, a partire dal Quirinale, e i familiari delle vittime, che da decenni chiedono chiarezza completa su quanto accaduto.
Nel richiamo di Mattarella pesa anche il ruolo dello Stato nel mantenere viva la documentazione, sostenere la memoria pubblica e accompagnare i percorsi di accertamento già avviati nel tempo.
Che cosa cambia Non risultano nuove decisioni o misure operative annunciate in questa occasione. Il punto politico-istituzionale è il rafforzamento del messaggio che la strage di Ustica resta una ferita nazionale e che la ricostruzione dei fatti è ancora considerata un dovere pubblico.
Per cittadini e territori, soprattutto a Bologna e nei luoghi legati alla memoria della strage, l’anniversario conferma il ruolo delle celebrazioni civili e degli appuntamenti istituzionali come momento di verifica del lavoro fatto e di attenzione verso le richieste dei familiari.
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