Fiorello: "Vendere il Teatro delle Vittorie un crimine contro lo spettacolo italiano"
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Fiorello: “Vendere il Teatro delle Vittorie è un crimine”
Di Giacomo Rossi

Il fatto
Nel pomeriggio del 27 aprile 2026, Fiorello ha organizzato un blitz davanti al Teatro delle Vittorie a Roma, esponendo cartelli con la frase: non è in vendita, per porre l'accento sul possibile rilascio della storica sede legata ai programmi culto della Rai. Secondo le cronache, la Rai ha ricordato che la gestione della sede è una questione di costi e di sostenibilità. L'azione si inserisce nel contesto di una discussione sul futuro della sede e sull'uso delle sedi storiche destinate all'offerta pubblica di spettacolo.
Chi e` coinvolto in Italia
- Fiorello, showman e protagonista dell'iniziativa.
- Rai, editore pubblico responsabile della gestione della sede in questione e che ha indicato motivazioni di costi e sostenibilità.
- Un collaboratore citato come 'Biggio', presente al lancio con cartelli.
- La Pennicanza, programma che ha tratto spunto dall'iniziativa e ha annunciato la ripartenza a seguito dell'azione.
Che cosa cambia
- L'accento su costi e sostenibilità della gestione del Teatro delle Vittorie riaccende la discussione sull'uso delle sedi storiche destinate allo spettacolo pubblico in Italia.
- La Rai ha dichiarato che la vendita della sede in questione non sembra al momento sostenibile o funzionale, suggerendo che potrebbero emergere riflessioni interne sulle assetti delle sedi.
- In termini di tempi, si attende una presa di posizione ufficiale da parte della Rai e eventuali annunci o decisioni successive che definiscano il destino della sede e l'offerta culturale associata; nel frattempo, l'episodio alimenta l'attenzione mediatica e potrebbe influenzare decisioni future a livello nazionale.
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