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Di Redazione
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Ratko Mladić, ex comandante militare delle forze serbo-bosniache durante la guerra in Bosnia, è morto nell’ospedale penitenziario dell’Aia, nei Paesi Bassi, dove stava scontando l’ergastolo. La notizia è stata diffusa dall’emittente pubblica serba; secondo una delle ricostruzioni disponibili, è stata confermata anche da un funzionario delle Nazioni Unite.
Le fonti riportano condizioni di salute gravemente compromesse e diversi ictus. L’età indicata è prevalentemente di 84 anni, mentre una fonte riferisce 83 anni.
Mladić fu condannato in primo grado all’ergastolo nel 2017. Nel 2021 la Camera d’appello del Meccanismo residuale internazionale confermò la sentenza. Era stato riconosciuto colpevole, tra gli altri capi, del genocidio di Srebrenica, di persecuzioni, sterminio, omicidi, deportazioni e trasferimenti forzati, oltre che di attacchi contro civili e presa di ostaggi.
Nel luglio 1995, dopo la conquista dell’enclave di Srebrenica, allora dichiarata area protetta dalle Nazioni Unite, furono uccisi oltre 8 mila uomini e ragazzi bosgnacchi. La giustizia internazionale ha riconosciuto quei fatti come genocidio.
Negli ultimi mesi la famiglia e le autorità serbe avevano chiesto il rilascio anticipato di Mladić per motivi umanitari. Le richieste erano state respinte, con la valutazione che potesse ricevere cure adeguate nei Paesi Bassi.
Nel materiale disponibile non sono indicate iniziative, decisioni o conseguenze dirette per le istituzioni e i cittadini italiani.
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